Strumenti per l’insegnamento della progettazione architettonica




STOÀ è una rivista italiana, sottoposta a processo di double-blind peer-review, che si interroga sui metodi e i processi che determinano il progetto didattico per l’architettura. Rivista dell’area della progettazione architettonica (SC 08/D1) STOÀ tende a coniugare ricerca accademica e pratiche didattiche al fine di generare una riflessione critica sulle scuole, sui suoi protagonisti e i loro metodi favorendo una intersezione tra i saperi e le altre discipline al fine di comprendere le strutture e gli strumenti indispensabili alla costruzione del progetto didattico. Rivista quadrimestrale che con il suo farsi costruirà un reticolo internazionale di temi e posizioni, provando a forzarne caso per caso i limiti per comprendere le istanze e i termini del contemporaneo radicandoli a questioni fondative della disciplina.



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︎︎︎             Biblioteca STOÀ                                         STOÀ 1. Modelli




Rassegna 32. Maquette
A cura di Giovanni Vragnaz

dicembre 1987



La Maquette come Strumento Tecnico



Nel dicembre 1987 la rivista Rassegna, progetto editoriale diretto da Vittorio Gregotti, si presenta con un numero integralmente dedicato alla maquette come strumento di ideazione, progettazione e comunicazione dell’architettura. L’editoriale, dell’architetto Friulano Giovanni Vragnaz, curatore del numero, è una presa di posizione in riferimento al titolo stesso: alla parola modello, intrinsecamente ambigua, si preferisce maquette, a causa della sua relazione con la radice latina macula, o «piccola macchia, schizzo, primo abbozzo».
È dal riconoscimento della maquette come strumento aperto, parte integrante dell’arsenale tecnico dell’architetto, che si dipana il ventaglio di analisi, posizioni e opinioni contenuto nei saggi dedicati a i vari ruoli di questo strumento in architettura e più in generale nelle discipline della progettazione. Il modello è preso in considerazione come prototipo statico, meccanico, idrologico, militare, aerodinamico, come strumento cartografico, come eccezionale mezzo di comunicazione o come opera d’arte autonoma.
Particolarmente significative sono le riflessioni sul ruolo della maquette nella progettazione e nello studio dell’architettura. I due saggi iniziali di Riccardo Pacciani e Lionello Puppi, seppur entrambi dedicati al Rinascimento Italiano, presentano il modello secondo due differenti punti di vista. Nel primo scritto è proposta una riflessione sulla maquette come surrogato, come parte di un processo complesso di produzione che vede in questo strumento la possibilità di anticipare al cliente la spettacolarità dell’architettura costruita.
Nel secondo, questa si presenta invece come strumento interpretativo e particolare attenzione è data al lavoro di Andrea Palladio, che non utilizzava il modello come strumento di progettazione. Qui la maquette rilegge, interpreta, ricostruisce l’architettura. È uno strumento in un certo senso archeologico – aspetto che ritorna anche nel saggio di Tomás Maldonado –, finalizzato a mettere in luce aspetti del progetto palladiano che non emergono dal disegno ortografico dell’architetto rinascimentale, quali luce, proporzione, forma e materia.
Rassegna 32 - Maquette è frutto della ricca e caotica cultura architettonica di quegli anni, segnata da cambiamenti radicali della professione quali l’emergenza dell’informatica, la mediatizzazione della figura dell’architetto e la rivendicazione di autonomia da parte della disciplina. Quest’ultimo aspetto emerge con forza nel saggio di Pierre-Alain Croset, in cui la maquette è rappresentata come un microcosmo attraverso cui l’architetto può sperimentare in modo autonomo, in diretta opposizione alle difficoltà che caratterizzano la cultura del costruire.
Oggi (2021) il numero di Rassegna colpisce in particolar modo per l’attenta riflessione sul ruolo tecnico del modello. La proliferazione degli strumenti di modellazione tridimensionale, dei software CAD, BIM o NURBS, le nuove possibilità offerte dalla stampa 3d o dalle macchine CNC, potrebbero renderlo antiquato, manifesto di un mondo in cui rappresentava il solo strumento per visualizzare in modo dinamico lo spazio fisico. Ritrovare nel modello un significato tecnico può essere oggi considerato invece un approccio radicale, in grado di rivendicare aspetti della professione entrati in crisi con il turbinio sociale e tecnologico degli ultimi decenni, utile a innescare riflessioni che esulano dalla cultura della maquette legata all’estetica, all’immagine, e ai social media caratteristica del tempo in cui viviamo. Recensione di Alberto Geuna

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STOÀ Journal
Strumenti per l’insegnamento della progettazione architettonica
2021 - Published by Thymos Books
ISSN  2785-0293