Strumenti per l’insegnamento della progettazione architettonica




STOÀ è una rivista italiana, sottoposta a processo di double-blind peer-review, che si interroga sui metodi e i processi che determinano il progetto didattico per l’architettura. Rivista dell’area della progettazione architettonica (SC 08/D1) STOÀ tende a coniugare ricerca accademica e pratiche didattiche al fine di generare una riflessione critica sulle scuole, sui suoi protagonisti e i loro metodi favorendo una intersezione tra i saperi e le altre discipline al fine di comprendere le strutture e gli strumenti indispensabili alla costruzione del progetto didattico. Rivista quadrimestrale che con il suo farsi costruirà un reticolo internazionale di temi e posizioni, provando a forzarne caso per caso i limiti per comprendere le istanze e i termini del contemporaneo radicandoli a questioni fondative della disciplina.



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︎︎︎             Biblioteca STOÀ                                         STOÀ 2. Disegni




Like a Rolling Stone. Revisiting the Architecture of the Boarding House

Pier Vittorio Aureli and Martino Tattara con Luciano Aletta, Ezio Melchiorre, Andrea Migotto e Stephanie Savio

2016

The Room of One’s Own. The Architecture of the (Private) Room


Pier Vittorio Aureli and Martino Tattara con Ian Lowrie, Laura Bruder, Matteo Novarino, Lilian Pala, Antonio Paolillo, Luciano Aletta, Ezio Melchiorre, Tommaso Mola Meregalli, Ophélie Dozat, Hubert Holewik, Lorenz Adriaen

2017


Loveless. The Minimum Dwelling and its Discontents


Pier Vittorio Aureli and Martino Tattara con Marson Korbi, Barbara Mazza, Marie Oudon, Lilian Pala, Antonio Paolillo, Mariapaola Michelotto, Laura Bruder

2019



Disegnare l’abitare



I volumi di DOGMA in collaborazione con Black Square contengono ciascuno un capitolo di studio approfondito sui temi dell’abitare contemporaneo. Andando oltre il tradizionale concetto di “casa”, gli autori riflettono su nuove tipologie di domesticità, nell’era delle economie capitaliste, attraverso analisi, ridisegni, ricostruzioni storiche, e infine ipotesi di progetto. Like a Rolling Stone è il primo volume pubblicato, e inaugura anche la serie di titoli presi in prestito da riferimenti culturali letterari o musicali, in stretto collegamento con il contesto sociale in cui si sviluppano le nuove forme di abitare prese in considerazione. Prodotto durante Home economics, laboratorio del padiglione britannico alla 15° Biennale di Venezia, il libro che ha accompagnato il modello in scala 1:1 dell’alloggio temporaneo esposto, stampato per l’occasione in un formato 60x60 cm, il doppio di quello del libro pubblicato, in questo caso ha consentito di leggere i disegni in scala 1:10 e ottenere un effetto di iconicizzazione della presentazione. Obiettivo dello studio è stato proporre un nuovo modello abitativo temporaneo sul mercato, pensato come alternativa a quello per il nucleo famigliare tradizionale, una via di mezzo fra le residenze in affitto e gli alberghi, a partire da un modello esistente: la pensione. Nella prima parte del volume è presentata, attraverso disegni di piante, prospetti, sezioni e sezioni prospettiche, l’unità minima dell’alloggio proposto, seguita da visualizzazioni degli interni e della messa in scena dell’abitare ipotizzato. Si prosegue con uno studio urbanistico sulla città di Londra e su alcune aree specifiche individuate come ideali per il progetto, di cui viene presentato l’inserimento e l’inquadramento, come aggregato di unità minime che configurano i nuovi quartieri, attraverso abachi di piante-tipo e viste prospettiche. Il libro si conclude con una serie di saggi e schede di piante che tracciano un’evoluzione storica del tipo analizzato e della configurazione delle aggregazioni di unità di alloggi di alcuni esempi notevoli di pensioni o boarding rooms britanniche.
The Room’s of One’s Own e Loveless, successivi di qualche anno, consolidano questo modello di libro ampliando il numero di pagine in cui si snoda l’approfondimento del tema condotto in parallelo tra testo e disegni, nel rigido formato quadrato che idealmente tramuta ogni pagina in una tavola. Il primo racchiude uno studio presentato alla Biennale di Architettura di Chicago del 2017 e indaga il concetto di “stanza” attraverso una dettagliata ricostruzione storica, sempre sul filo della definizione dello spazio privato confrontato con quello della socialità in cui si inscrive. Nella prima parte del libro, abachi di piante-tipo di stanze isolate si susseguono in un excursus che parte dalla preistoria e dall’idea primordiale di stanza e si inoltra in un’ideale enfilade ricostruita attraverso esempi reali o rintracciati nella letteratura e nell’immaginario della società esterna alle stanze stesse, ma sempre presente sullo sfondo. Per continuare, di singole stanze sono estrapolate da piante più ampie di edifici storici di notevole valore. In tutta la seconda parte del libro prende spazio un album di quadri, prospettive singole, a uno o due fuochi, disegnate semplicemente a tratto, vettoriali, quasi sature di dettagli descrittivi. Disegni semplici e complessi allo stesso tempo, che aprono una finestra per il lettore all’interno di ogni stanza scelta. Loveless conclude il ciclo con una riflessione sull’alloggio minimo, a partire dagli studi di Karel Teige, e presentando cinquanta architetture, anche qui attraverso un excursus di esempi di un panorama immaginifico che avvolge storia, cultura e qualunque area geografica, mediante il mezzo del breve saggio associato ai disegni, sui quali però viene implementata la sperimentazione. Oltre ad abachi, diagrammi e piante-tipo, ogni esempio è qui infatti indagato con una efficacissima prospettiva dall’alto del nucleo analizzato, totalmente avulso dal contesto. Un espediente che consente di calare lo sguardo in uno spazio adesso descritto completamente come “interno”, di cui il disegno riesce a rappresentare l’abitare.  Recensione di Nicoletta Faccitondo


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STOÀ Journal
Strumenti per l’insegnamento della progettazione architettonica
2021 - Published by Thymos Books
ISSN  2785-0293