Strumenti per l’insegnamento della progettazione architettonica




STOÀ è una rivista italiana, sottoposta a processo di double-blind peer-review, che si interroga sui metodi e i processi che determinano il progetto didattico per l’architettura. Rivista dell’area della progettazione architettonica (SC 08/D1) STOÀ tende a coniugare ricerca accademica e pratiche didattiche al fine di generare una riflessione critica sulle scuole, sui suoi protagonisti e i loro metodi favorendo una intersezione tra i saperi e le altre discipline al fine di comprendere le strutture e gli strumenti indispensabili alla costruzione del progetto didattico. Rivista quadrimestrale che con il suo farsi costruirà un reticolo internazionale di temi e posizioni, provando a forzarne caso per caso i limiti per comprendere le istanze e i termini del contemporaneo radicandoli a questioni fondative della disciplina.



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︎︎︎             Biblioteca STOÀ                                         STOÀ 1. Modelli




Isle of Models. Architecture and Scale
A cura di Nadja Majllard, Cyril  Veillon

con testi di: Nicola Braghieri, Anja Fröhlich e Martin Fröhlich, Eric Lapierre, Jo Taillieu, Christophe Van Gerrewey.

2020



Un libro modellato

   

Il recente volume Isle of Models. Architecture and Scale non è solo un quaderno che raccoglie esiti didattici: pur riferendosi alle esperienze laboratoriali tenute all’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL), e soprattutto alla mostra di maquetteprodotte negli atelier, questo libro interseca punti di vista, percorsi e esempi pratici relativi all’importanza che ha ancora oggi la costruzione del modello. Nell’epoca della computerizzazione, virtualizzazione, smaterializzazione della realtà, delle infinite maggiormente economiche e veloci possibilità date dai software, ci si domanda perché continuare a realizzare modelli fisici; ma soprattutto perché all’interno dei laboratori di progettazione spesso non venga valutata un’alternativa alla maquette, quasi fosse una necessità intrinseca del processo progettuale dover realizzare un oggetto reale, seppur in scala.
La scala presente nel sottotitolo è un tema ricorrente, utile non solo a chiarire quali siano le scale utilizzate nella modellazione, e quale di esse sia la più indicata per determinate operazioni, ma anche ad introdurre il punto centrale di un dibattito che lega i differenti saggi: quanto influisca la scala di realizzazione sul senso del modello, e quanto lo renda analogo, connesso o, viceversa distante dall’architettura che rappresenta. 
Grazie alla scelta di differenti supporti cartacei, al progetto grafico e ai diversi stili di stampa, il libro si presenta proprio come un modello, e come tale va fruito: inclinando il volume o lo sguardo per poter leggere secondo orientamenti diversi, scorrendo le pagine più volte avanti e indietro per cercare immagini o testi tradotti. È una stratificazione materica di contributi e spunti, in cui il tema della scala è sempre presente ed era già stato affrontato nel testo di Nadja Maillard Questions d’échelle, prologo all’esposizione dei modelli tenuta nello spazio Archizoom dell’EPFL nel 2018, curata dagli stessi Maillard e Veillon (quest’ultimo anche direttore dello spazio Archizoom) e strutturata come un arcipelago di isole, da cui si genera la metafora del titolo Isle of Models. Parte delle pagine è impiegata per ospitare un album di foto dei modelli esposti, che accompagna un’antologia di testi (un’introduzione, cinque saggi, e un’intervista finale). Gli autori, tutti docenti dell’EPFL, scrivono in maniera indipendente, partecipando a una discussione corale sul modello di architettura. Scelta fortemente identitaria è stata quella di pubblicare ogni saggio nella lingua originale in cui è stato scritto (la lettura è facilitata dalla presenza di traduzioni in inglese nelle pagine finali), in grado di trasformare la carta stampata in un luogo dall’atmosfera multilinguistica oltre che multidisciplinare, assimilabile alla Scuola in cui nasce.
Il modello emerge nelle sue molteplici identità: strumento di lavoro e sviluppo dell’idea progettuale, mezzo di comunicazione dell’opera da realizzare, campo di sperimentazione e di verifica di fattibilità, ma anche oggetto-scultura, simulacro e prodotto finale. Il volume affronta anche un aspetto non sempre considerato, ovvero la durata del modello stesso, che come oggetto fisico vive, si impolvera, si rompe, va riparato e manutenuto. L’importanza di capire l’utilità di realizzaremaquette nasce anche dalla necessità di giustificare l’assenza di sostenibilità, e la produzione costante di scarti.
Esplorando le differenti questioni poste, gli autori non sembrano fornire però una risposta risolutiva. Tuttavia affermano con consapevolezza che la progettazione non può ancora fare a meno del modello, anche solo per «il piacere di fare oggetti». Recensione di Nicoletta Faccitondo

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STOÀ Journal
Strumenti per l’insegnamento della progettazione architettonica
2021 - Published by Thymos Books
ISSN  2785-0293