︎︎︎ Call for Abstracts
Stoà Journal n. 17, anno VI, 3/3, Autunno 2026
REVISIONI, CRITICS
La formazione dell’architetto si struttura, nel laboratorio di progettazione, secondo una scansione precisa di revisioni, che articolano il processo in stati successivi di definizione e verifica: discussioni al tavolo, momenti intermedi formalizzati, presentazioni conclusive. Lontane dall’essere semplici tappe organizzative, tali occasioni costituiscono una componente strutturale dell’apprendimento disciplinare, poiché istituiscono il campo entro cui il progetto si espone al giudizio e si misura con un’istanza interpretativa sia interna alla docenza sia esterna. In questo senso, la revisione configura un dispositivo di confronto regolato, nel quale la produzione progettuale dello studente — individuale o collettiva — entra in relazione con l’apparato critico dei docenti, acquisendo una forma pubblica e condivisa. Il progetto, sottratto alla dimensione isolata del lavoro individuale, viene così inscritto in una sfera discorsiva che ne rende espliciti presupposti, intenzioni e conseguenze.
Parallelamente, la revisione assume un carattere dichiaratamente performativo, nella misura in cui richiede allo studente di costruire e sostenere una posizione argomentata, anticipando condizioni e modalità proprie dell’esercizio professionale. In tale prospettiva, essa si configura come un banco di prova, in cui capacità di rappresentazione, chiarezza espositiva e coerenza progettuale vengono sottoposte a verifica simultanea. Allo stesso tempo, le revisioni rappresentano uno dei principali dispositivi esperienziali della formazione architettonica, nei quali il sapere si costruisce attraverso una dimensione situata e incarnata del confronto. Esse contribuiscono in modo decisivo alla costruzione di una memoria educativa, sedimentata in una sequenza di esperienze che incidono profondamente sui processi di apprendimento, tanto nei loro esiti positivi quanto nelle loro criticità.
In questo quadro, la rivista intende superare una trattazione limitata alla ricognizione di casi esemplari o alla sistematizzazione del dibattito esistente, proponendosi come luogo di ampliamento e ridefinizione del concetto stesso di revisione. L’obiettivo è quello di accogliere contributi capaci di interrogare tale pratica in relazione a contesti, dispositivi e condizioni operative, restituendone una lettura plurale e situata.
Si sollecitano in particolare contributi che indaghino modalità alternative di critica, capaci di mettere in tensione le forme consolidate della revisione, di adattarle o di riformularle in relazione alle trasformazioni contemporanee dell’insegnamento della progettazione. In tale prospettiva, appare necessario interrogare anche i presupposti impliciti e le asimmetrie che strutturano questi momenti, rendendo espliciti i meccanismi di autorità e di potere che li attraversano e che ne condizionano gli esiti.
Sono accettati contributi capaci di mettere in campo una o più azioni tra le seguenti:
→ riconoscere tratti comuni nelle molteplici esperienze internazionali contemporanee;
→ esemplificare, attraverso la loro concettualizzazione, specifiche esperienze didattiche, attraverso resoconti, dialoghi e interviste con docenti di fama internazionale, capaci di diventare espressioni sintetiche ed efficaci di un saper fare scuola progettato e progettante;
→ tracciare un limite condivisibile dalla comunità scientifica di riferimento entro cui posizionare criticamente idee e progetti (di didattica).
L’abstract di massimo 1500 battute, corredato da tre immagini e un profilo biografico di 350 battute per ogni autore dovrà essere inviato in unico file .doc all’indirizzo: redazione@stoajournal.com
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︎︎︎Norme Editoriali
︎︎︎Deadline: 27/04/2026
Gli autori dei contributi accettati verranno informati entro il 11/05/2026.
Non saranno accettati abstract da parte di autori i cui contributi sono già stati pubblicati in stoà 12, 13, 14, 15, 16.
La call è aperta a dottorandi, dottori di ricerca, ricercatori, professori e a tutti gli studiosi accademicamente impegnati nell’insegnamento dell’architettura.
Per la pubblicazione sulla rivista cartacea l’articolo dovrà essere redatto entro il 29/06/2026 in forma di saggio scientifico, corredato da note, bibliografia e iconografia, per un massimo di 20.000 battute (spazi, note e bibliografia inclusi) e 7 immagini di cui si possiedano i copyright.
L’articolo proposto dovrà essere inedito, dai contenuti originali e mai apparsi in altra rivista a stampa o diffusione digitale o volume.
Tutti i saggi nella loro forma definitiva saranno sottoposti a procedimento di valutazione tra pari secondo i criteri della Double-Blind Peer Review.
stoà è una rivista scientifica di classe A per i settori 08/D1 progettazione architettonica e 08/E2 restauro e storia dell’architettura (Delibera del Consiglio Direttivo ANVUR n. 49 del 20 02 2025) e classificata come scientifica per le aree non bibliometriche 08 - “Ingegneria civile e Architettura” (Delibera del Consiglio Direttivo ANVUR n. 184 del 27 07 2023).
