︎︎︎ Call for Abstracts
Stoà Journal n. 18, anno VII, 1/3, inverno 2026
MOSTRE, EXHIBITIONS
Le mostre occupano una posizione singolare nella storia dell’insegnamento dell’architettura. Pur essendo generalmente considerate strumenti di comunicazione, divulgazione o restituzione pubblica, esse hanno spesso svolto un ruolo ben più significativo nella costruzione delle culture pedagogiche e nella definizione delle dimensioni culturali delle scuole. Attraverso le mostre, infatti, l’attività didattica si è resa visibile, ha costruito rappresentazioni di sé, ha selezionato materiali, metodi e risultati ritenuti rilevanti, contribuendo alla formazione di immaginari condivisi e alla diffusione di specifici punti di vista disciplinari. Molte esposizioni dedicate all’architettura hanno esercitato una profonda influenza sui modi di insegnare e apprendere il progetto. Alcune hanno introdotto nuovi strumenti di rappresentazione, altre hanno contribuito alla circolazione internazionale di modelli pedagogici, altre ancora hanno consolidato approcci disciplinari destinati a incidere per lungo tempo sulle pratiche educative. In questi casi la mostra non si configura come semplice spazio di esposizione, ma come luogo di produzione e trasmissione di conoscenza.
Parallelamente, esiste una lunga tradizione di mostre direttamente legate all’attività delle scuole, nelle quali elaborati, modelli, disegni, esercizi e ricerche sono stati assunti come materiali capaci di alimentare dibattiti critici. In tali occasioni la mostra diventa uno spazio di confronto e discussione pubblica, entro il quale la didattica esce dall’ambito ristretto dell’aula e si confronta con comunità più ampie. Allo stesso tempo, l’esposizione degli esiti della didattica continua a rappresentare una pratica diffusa nelle scuole di architettura contemporanee. Mostre annuali, esposizioni di workshop, rassegne di tesi, installazioni temporanee costituiscono occasioni ricorrenti attraverso cui le istituzioni raccontano il proprio lavoro e interrogano il significato stesso della formazione progettuale. Cosa significa esporre la didattica? Come i contenuti vengono selezionati, attraverso quali dispositivi vengono mostrati? Quali effetti producono sulla costruzione della conoscenza disciplinare e nella ridefinizione del ruolo e degli strumenti dell’architetto?
In questo senso, tre sono gli argini tematici entro cui si propone di raccogliere riflessioni critiche.
Pietre Miliari: le mostre che hanno fatto scuola.
Numerose esposizioni hanno contribuito a ridefinire strumenti, contenuti e orientamenti dell’insegnamento dell’architettura. In che modo alcune mostre hanno influenzato la costruzione dei curricula, dei metodi didattici e delle culture progettuali? Quali mostre hanno esercitato un ruolo determinante nella diffusione di modelli educativi, linguaggi rappresentativi o specifiche concezioni dell’architettura? Come si sono costruite e si costruiscono le relazioni tra cultura espositiva e quella della formazione?
Avventure: la scuola mostra il mondo
Molte esposizioni nate all’interno delle scuole o dedicate ai loro lavori hanno prodotto discussioni, controversie e riposizionamenti teorici. In quali circostanze una mostra didattica riesce a superare la dimensione della semplice restituzione di materiali per diventare luogo di confronto critico? Quali dibattiti sono stati generati da esposizioni di esercizi progettuali o ricerche didattiche? In che modo le mostre contribuiscono alla costruzione di discorsi condivisi sull’insegnamento dell’architettura?
Esercizi: la mostra come metodo
Esporre gli esiti della didattica rappresenta una pratica consolidata ma raramente interrogata nei suoi presupposti e nei suoi effetti. Le mostre possono considerarsi veri e propri strumenti pedagogici attraverso i quali l’architetto può apprendere e sperimentare strategie curatoriali che, in un contesto dominato dall’eccesso di immagini e informazioni, sono essenziali per apprendere a selezionare, costruire narrative e rappresentare traiettorie di ricerca. In che modo la progettazione di una mostra, la costruzione di un suo impianto concettuale e narrativo, la selezione e l’organizzazione dei materiali, l’allestimento delle idee e dei metodi in una forma spaziale contribuiscono alla formazione dell’architetto oggi? Quali strumenti può introdurre questa pratica nell’ampio arsenale necessario alla disciplina dell’architetto?
Sono accettati contributi capaci di mettere in campo una o più azioni tra le seguenti:
→ riconoscere tratti comuni nelle molteplici esperienze internazionali contemporanee;
→ esemplificare, attraverso la loro concettualizzazione, specifiche esperienze didattiche, attraverso resoconti, dialoghi e interviste con docenti di fama internazionale, capaci di diventare espressioni sintetiche ed efficaci di un saper fare scuola progettato e progettante;
→ tracciare un limite condivisibile dalla comunità scientifica di riferimento entro cui posizionare criticamente idee e progetti (di didattica).
L’abstract di massimo 1500 battute, corredato da tre immagini e un profilo biografico di 350 battute per ogni autore dovrà essere inviato in unico file .doc all’indirizzo: redazione@stoajournal.com
︎︎︎Scarica la call
︎︎︎Norme Editoriali
︎︎︎Deadline: 04/09/2026
Gli autori dei contributi accettati verranno informati entro il 14/09/2026.
Non saranno accettati abstract da parte di autori i cui contributi sono già stati pubblicati in stoà 13, 14, 15, 16, 17.
La call è aperta a dottorandi, dottori di ricerca, ricercatori, professori e a tutti gli studiosi accademicamente impegnati nell’insegnamento dell’architettura.
Per la pubblicazione sulla rivista cartacea l’articolo dovrà essere redatto entro il 26/10/2026 in forma di saggio scientifico, corredato da note, bibliografia e iconografia, per un massimo di 20.000 battute (spazi, note e bibliografia inclusi) e 7 immagini di cui si possiedano i copyright.
L’articolo proposto dovrà essere inedito, dai contenuti originali e mai apparsi in altra rivista a stampa o diffusione digitale o volume.
Tutti i saggi nella loro forma definitiva saranno sottoposti a procedimento di valutazione tra pari secondo i criteri della Double-Blind Peer Review.
stoà è una rivista scientifica di classe A per i settori 08/D1 progettazione architettonica e 08/E2 restauro e storia dell’architettura (Delibera del Consiglio Direttivo ANVUR n. 49 del 20 02 2025) e classificata come scientifica per le aree non bibliometriche 08 - “Ingegneria civile e Architettura” (Delibera del Consiglio Direttivo ANVUR n. 184 del 27 07 2023).
