︎︎︎ Call for Abstracts
Stoà Journal n. 19, anno VII, 2/3, Estate 2026
LIBRI, BOOKS
Tra i molti libri presenti nelle biblioteche di architettura, alcuni appartengono alla storia dell’architettura, altri alla storia del suo insegnamento. Le due storie spesso coincidono, altre volte seguono traiettorie differenti. Alcuni libri hanno costruito teorie; altri hanno raccolto opere, ordinato immagini, messo in evidenza riferimenti nascosti, definito genealogie, inventato tassonomie o ricomposto materiali fino ad allora dispersi in insiemi coerenti. Attraverso il loro uso nelle scuole, alcuni sono diventati strumenti di lavoro: sono entrati nei programmi dei corsi e nelle revisioni, sono stati copiati, interpretati e fraintesi. La loro presenza può essere esplicita oppure agire in maniera meno visibile, depositandosi nei modi attraverso cui il progetto di architettura viene appreso nelle scuole.
stoà 19 indagherà gli usi dei libri nell’insegnamento e nell’apprendimento del progetto di architettura. I contributi potranno partire da libri, corsi, scuole o specifiche esperienze pedagogiche, ricostruendo le relazioni attraverso cui testi e pubblicazioni entrano nelle pratiche di apprendimento, vengono trasmessi, reinterpretati e trasformati, anche attraverso usi distanti dalle intenzioni che ne hanno orientato la costruzione. I libri potranno essere considerati nella loro interezza o attraverso forme parziali della loro presenza nelle scuole: estratti, traduzioni, riproduzioni, fotocopie, immagini o materiali digitali.
La produzione editoriale legata alla ricerca architettonica e alle scuole è oggi particolarmente estesa: cattedre, corsi, programmi di ricerca e istituzioni accademiche producono volumi con frequenza crescente. Questa prossimità ai luoghi dell’apprendimento non implica tuttavia una presenza effettiva nelle pratiche didattiche. Tra la produzione dei libri e il loro uso si apre uno spazio ancora poco indagato, nel quale alcune pubblicazioni diventano riferimenti condivisi e incidono sui modi di insegnare e apprendere il progetto, mentre altre rimangono prevalentemente espressione delle ricerche che le hanno generate.
Libri appartenenti a periodi e contesti differenti hanno attraversato generazioni di docenti e studenti, lingue e paesi, assumendo usi e significati diversi. Altri sono rimasti legati a condizioni molto precise oppure hanno avuto un’ampia diffusione senza entrare realmente nelle pratiche didattiche. Accanto ai riferimenti divenuti canonici esiste una costellazione più ampia di pubblicazioni laterali o eccentriche attraverso cui è possibile ricostruire genealogie meno evidenti dell’insegnamento dell’architettura.
I contributi potranno affrontare, tra le altre, alcune questioni:
– le relazioni tra libri e specifiche scuole o esperienze pedagogiche;
– l’eventuale trasformazione dei libri in strumenti operativi per il progetto;
– gli usi, le appropriazioni e le reinterpretazioni dei libri nelle pratiche di apprendimento;
– il passaggio dei libri tra contesti geografici, culturali e temporali differenti;
– le distanze tra produzione editoriale, ricerca architettonica e pratiche didattiche;
– la riscoperta di pubblicazioni marginali o dimenticate
Sono accettati contributi capaci di mettere in campo una o più azioni tra le seguenti:
→ riconoscere tratti comuni nelle molteplici esperienze internazionali contemporanee;
→ esemplificare, attraverso la loro concettualizzazione, specifiche esperienze didattiche, attraverso resoconti, dialoghi e interviste con docenti di fama internazionale, capaci di diventare espressioni sintetiche ed efficaci di un saper fare scuola progettato e progettante;
→ tracciare un limite condivisibile dalla comunità scientifica di riferimento entro cui posizionare criticamente idee e progetti (di didattica).
Per proporre un abstract, compilare il seguente form.
Saranno accettati abstract in italiano o in inglese.
Per informazioni relative agli abstract: call@stoajournal.com
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︎︎︎Norme Editoriali
︎︎︎Deadline: 09/11/2026
Gli autori dei contributi accettati verranno informati entro il 23/11/2026.
Non saranno accettati abstract da parte di autori i cui contributi sono già stati pubblicati in stoà 13, 14, 15, 16, 17, 18.
La call è aperta a dottorandi, dottori di ricerca, ricercatori, professori e a tutti gli studiosi accademicamente impegnati nell’insegnamento dell’architettura.
Per la pubblicazione sulla rivista cartacea l’articolo dovrà essere redatto entro il 01/02/2027 in forma di saggio scientifico, corredato da note, bibliografia e iconografia, per un massimo di 20.000 battute (spazi, note e bibliografia inclusi) e 7 immagini di cui si possiedano i copyright.
L’articolo proposto dovrà essere inedito, dai contenuti originali e mai apparsi in altra rivista a stampa o diffusione digitale o volume.
Tutti i saggi nella loro forma definitiva saranno sottoposti a procedimento di valutazione tra pari secondo i criteri della Double-Blind Peer Review.
stoà è una rivista scientifica di classe A per i settori 08/D1 progettazione architettonica e 08/E2 restauro e storia dell’architettura (Delibera del Consiglio Direttivo ANVUR n. 49 del 20 02 2025) e classificata come scientifica per le aree non bibliometriche 08 - “Ingegneria civile e Architettura” (Delibera del Consiglio Direttivo ANVUR n. 184 del 27 07 2023).
